Arrendersi al flusso

Arrendersi al flusso e vedere dove ci porta, senza chiederci perché se ne sia sparita l’energia del concepimento. Continua a piovere in questa vigilia di Natale , in questa Milano così silenziosa alle tre di pomeriggio del 24 dicembre. C’é qualcosa che non si é attivata quest’anno, di questo non c’é dubbio. O forse si attivato tutto come prima, e sono io a non sentirlo. Preparo il cenone come sempre, qui a casa mia, ho messo i regali sotto l’albero, eppure c’é un silenzio nell’aria che non dovrebbe esserci. Anche in rete tutto é silenzioso.. ma non so dire se questo sia un silenzio di magia. Potrebbe, ma non ne sono sicura, per ora mi sembra un silenzio fatto di vuoto. Quello creativo, spero. Rileggo l’attacco di “Diario di Psicosomatica”che ho scritto solo due anni e mezzo fa. Mi sembra sia passata una serie di secoli:

Ricordo con particolare intensità l’emozione che provavo da bambina, quando la notte del 24 dicembre andavo a dormire. Nella mia famiglia festeggiavamo il Natale il 25 dicembre e la sera della vigilia era per noi come le altre, senza cenoni né Messa di Mezzanotte ma per me il momento in cui mi mettevo sotto le lenzuola, al caldo delle coperte nel mio letto, era magico, segnava l’inizio di particolare viaggio notturno nel tempo della sospensione. Come quando si esce dallo studio del dentista con un labbro e il palato addormentati e si attende che tutto ritorni normale: quello è il tempo della sospensione, sappiamo che si è tutto momentaneamente addormentato ma che di lì a poco, forse un’ora soltanto, la sensibilità in quella zona si risveglierà. Allo stesso modo, quando ancora credevo che fosse Gesù Bambino a portarmi i regali, ma anche quando ormai avevo penetrato la dolce bugia del Natale, l’immergermi nella lunga notte della vigilia mi dava un’eccitazione incredibile: chiudere gli occhi e lasciare andare ogni controllo mi donava la certezza che mi sarei risvegliata nella magica realtà del mondo dei balocchi. Il tempo della sospensione è questo periodo di grandi trasformazioni all’inizio del Nuovo Millennio: come la notte di Natale quando ci addormentiamo e non è più il 24, ma non è ancora il 25 e basta affidarsi al sonno perché il giorno magico si materializzi in noi.

Ora ci starò attenta, particolarmente attenta questa notte…sarà o non sarà un giorno magico domani?

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